Brescia terra ferita

Oltre  a quella Campana, in Italia c’è un’altra terra dei fuochi.  Si tratta di Brescia e dei comuni limitrofi,  dove troppe malattie, rare o comuni che siano, non guardano in faccia a nessuno, colpendo uomini, donne, vecchi e bambini. Qual è la causa? Forse è l’alta concentrazione di fabbriche, discariche e la presenza del secondo inceneritore più grande d’Europa, a rendere tossici gli ambienti? Non si esclude, anzi, i bresciani ne sono quasi certi. A loro favore, i risultati di numerosi studi scientifici rivelano che il numero dei tumori è più alto che in altre parti d’Italia.  Quest’ultimo dato è stato confermato, nella primavera del 2014,  dal rapporto Sentieri, l’Associazione italiana registri tumori, secondo cui, sono tre le tipologie di cancro direttamente riconducibili a Pcb (policlorobifenile) e diossine, inquinanti largamente diffusi, per i quali si registra un’incidenza record: i melanomi cutanei (uomini + 27%, donne + 19%), i linfomi non-Hodgkin (uomini + 14%, donne + 25%) e i tumori della mammella (donne + 25%).  Viaggio fotografico a Brescia, terra ferita.

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Fotografie Michela Taeggi

 

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“P.C.B.” – Daniele Gozzetti – UNCLE SINGER PRODUCTION
Regia e post produzione: ila – www.ilahand.com

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